L'ARCHITETTO HUGUES LIBERGIER

e i suoi straordinari strumenti

HUGUES LIBERGIER: Architetto di grande talento, ha progettato diverse chiese gotiche in Francia, tra cui la chiesa di San Nicasio di Reims, i cui lavori iniziarono nel 1229; dopo il 1264 subentrò Robert de Coucy che la completò nel 1311. Alla sua morte, fu sepolto nella chiesa stessa, che però fu distrutta nel 1798 durante la Rivoluzione Francese e la lastra del sepolcro, l'unica parte sopravvissuta dalla distruzione, venne trasferita alla Cattedrale di Reims. Questa è una delle più note raffigurazioni di un artista medievale: rappresenta il defunto nelle vesti professionali con un modellino di chiesa in una mano, una pertica lunga una canna nell'altra; sono anche raffigurati con precisione un compasso e una squadra, i due strumenti abitualmente adoperati per la progettazione architettonica.

Lapide dell'architetto Libergier (1200 circa - Reims, 1263)  conservata nella cattedrale di Reims
Dettaglio della lapide: si vedono chiaramente una squadra con i lati non paralleli, il compasso, e la pertica per le misurazioni

PREMESSE (Da un articolo di  Nancy Wu)  

Hugues Libergier and his Instruments,

Nexus Network Journal - Volume II, 2000 (parz.)

Due tipi di triangoli sono di particolare importanza per l'architettura del periodo: il "triangolo generale", che racchiude i tre angoli di 90 °, 60 °, 30 °, e il "triangolo canonico" (per la sua associazione reale), che racchiude i tre angoli di 90 °, 58 ° 17 'e 31 ° 43'. Gli angoli racchiusi dal cosiddetto "triangolo canonico" sono infatti quasi identici a quelli di un "Triangolo del Numero Aureo". Allo scopo di realizzare queste unità triangolari per le costruzioni , Morgan sostiene che sarebbero state necessarie squadre che racchiudessero gli angoli richiesti.

Egli propone in prima analisi che il rapporto tra due bracci di qualsiasi squadra sarebbe stato un universale (1: radice di 3), un rapporto che trova felicemente nella squadra sulla lastra tombale di Hugues Libergier.  Inoltre, Morgan calcola che i bordi esterni rettilinei della squadra di Hugues  racchiudono i tre angoli di 90 °, 60 °, 30° del cosiddetto "triangolo generale", mentre i loro bordi interni racchiudono i tre angoli di 90 °, 58 ° 29' 50" e 31 ° 30' 10" , che sono quasi identici agli angoli del suo cosiddetto "triangolo canonico".  Poiché Morgan è in grado di mettere in relazione gli angoli racchiusi dalla squadra di Hugues con gli angoli che egli trova rilevanti nella progettazione degli edifici, egli afferma che questa squadra è "una rappresentazione in scala reale di uno strumento del 13 ° secolo" disegnata copiando le dimensioni da una vera squadra di muratore, magari una che era stata forse proprio lo strumento di Hugues Libergier. Con affermazioni come queste, la funzione della squadra non è più limitata al compito della misura/taglio delle pietre. La squadra, ci viene detto, è uno strumento sofisticato impiegato dal maestro muratore per la progettazione di edifici su scala monumentale.

 

STUDIO n° 1 

Il progetto della lapide di Libergier contiene misure autoreferenziali

(ricerca A.Vitussi : maggio 2011-maggio 2016)

Dopo una serie di studi e analisi sia teoriche che empiriche eseguite sulle riproduzioni cartacee della lapide, sono emerse delle peculiarità interessanti ai fini della comprensione delle conoscenze e applicazioni della geometria in ambito scultoreo e architetturale nell'epoca di riferimento (1200 - 1260 a.D.).

L'attenta analisi delle forme geometriche presenti nella lapide mi ha condotto a trovare i "punti notevoli" dove erano incentrati i compassi per il disegno delle curve. Gli stessi punti erano utili altresì per la realizzazione di un progetto a più ampio respiro che armonizzava tutta la raffigurazione compresa nella lapide.  La cosa più interessante però è emersa nell'analisi delle figure relative agli strumenti "principe" dell'architetto rappresentati ai piedi e in mano a Libergier. Si tratta della squadra a "lati non parallelil", il compasso (di una forma veramente originale) e la "pertica" o "canna mensoria", strumento di uso comune in architettura del tempo per misurare, rapportare e proporzionare. (Del compasso "anguiforme" accenna anche Jean-Michel Mathonière nel suo "Il compasso e il serpente", ma vedremo più avanti nel 2° studio qualche nota empirica su di esso molto interessante).

Ebbene, analizzando le misure relative di due di questi strumenti, la squadra e la canna, e confrontando queste misure con quelle dei raggi delle circonferenze e delle linee rette necessarie alla costruzione della figura della lapide, mi sono accorto che TUTTA la figura è costruita usando multipli di queste grandezze.

La prova empirica di questa intuizione l'ho avuta quando, usando soltanto un compasso e un listello di legno senza suddivisioni metriche, sono riuscito a ricostruire con carta e matita tutta la parte strutturale della lapide (vedi foto qui sotto). 

A sinistra la foto originaria che ho scattato a Reims alla lapide di Libergier, con sopra i segni originali che ho fatto nella prima fase di studio, comprese le identificazioni delle misure multiple della canna e dei lati della squadra.

Infatti quelle a fianco della foto non sono altro che dei sistemi metrici "locali" che ho creato riportando su una linea retta i multipli delle misure degli strumenti. Questo serviva per poi utilizzare il listello di legno per segnarci sopra in matita le misure da riportare sul foglio. La stessa canna è risultata essere un multiplo del lato lungo esterno della Squadra.

A destra invece si può vedere il disegno a matita che ho ottenuto usando un compasso e un listello di legno "muto" su cui ho riportato di volta in volta i multipli delle misure di base. Interessante notare che mentre il punto notevole principe del disegno è coincidente con il "plesso solare" della figura umana, invece la sommità della canna (posizionata non casualmente) indica la locazione "cardiaca".

Come si evince dalle infrastrutture geometriche che ho riportato sul foglio bianco prima di disegnare, a prescindere da "fiori della vita", "nodi salomonici" "pentagrammi", "esagrammi" ed altre figure notevoli, per la costruzione della struttura della lapide sono necessarie poche figure geometriche ben definite.

Un discorso a parte meriterebbero le "proporzioni relative" delle varie parti della figura, che si rivelano molto complesse e interessanti, a partire dalla proporzione fra capo e corpo dell'essere umano che non rispecchiano le proporzioni anatomiche canoniche.

STUDIO n°2 

Il compasso serpentiforme e le sue peculiarità (realizzazione di un prototipo)

(ricerca A.Vitussi : maggio-ottobre 2016)

Un dettaglio della foto della lapide: in blu le stesse linee riprese per ottenere una maschera da usare per il taglio del modello in cartone

Innanzitutto ho reputato opportuno cercare di realizzare, sulla scorta delle immagini ottenute dalla lapide, un prototipo funzionante del compasso. Questo passaggio era necessario per aprire la strada alle sperimentazioni empiriche.

Al primo momento ho scelto di non investire in tanto lavoro e in materiali più costosi e difficili da lavorare, perciò ho ripiegato su un modello di cartone spesso, in modo da poterlo ritagliare con poco sforzo e poco costo.

Il proposito era che in caso di successo del test funzionale, avrei provveduto a farne un prototipo in materiale più opportuno, e così è stato. Qui di seguito espongo le fasi della realizzazione del protipo.

A lucro di tempo  per non stare a scrivere romanzi, allego qui sotto il video della realizzazione del prototipo:

TEST E PROVE EMPIRICHE

Una volta realizzato il prototipo ho cominciato a maneggiarlo e ad utilizzarlo nel modo canonico, ma anche dando libero sfogo alla fantasia. da questa fase di sperimentazione empirica sono nate alcune osservazioni ed una teoria: niente di eclatante nè di innovativo, ma potrebbe essere interessante. Qui di seguito esporrò l'esperimento in un video apposito realizzato usando il prototipo di cartone.

Dal prototipo iniziale a quello finale

Questo è quanto ho realizzato finora, le prossime analisi sulla squadra ed altri dettagli verranno affrontati in futuro. Quello che invece ho voluto ancora fare per completare lo studio è la realizzazione di un compasso più serio in materiale più "nobile: volevo provare in prima persona l'emozione di avere tra le mani uno strumento uguale a quello che usavano gli architetti dell'epoca del gotico!

Purtroppo la mia mancata padronanza delle tecniche di metallurgia (uno dei miei sogni era e resta, l'homo faber reale!) mi ha costretto alla scelta di materiali più umili per la costruzione. Alla fine ho optato per il mogano: legno abbastanza lavorabile ma anche sufficientemente duro per garantire la resistenza all'uso.

E questo.... è il risultato finale.