ABU SIMBEL RESTITUITO

La facciata del Grande Tempio così com'era prima del terremoto che ne distrusse una parte
Com'era già in epoca ramesside, dopo il terremoto:
Aspetto attuale del complesso templare rupestre, dopo che l'antico terremoto fece crollare la testa di una statua devastando anche la parte bassa della struttura esterna. Il Grande Tempio fu costruito nel 26° anno di regno di Ramesse II

ALTRE VERSIONI che ho realizzato in questi ultimi 15 anni

ABUSIMBEL

Abu Simbel (o anche Abu Simbal, Ebsambul e Ibsambul?), è un sito archeologico dell'Egitto. Si trova nel governatorato di Assuan, nell'Egitto meridionale, sulla riva occidentale del Lago Nasser, circa 280 km a Sud-Ovest di Assuan per via stradale.


Il complesso archeologico del sito di Abu Simbel, in egizio Meha, è composto principalmente da due enormi templi in roccia, detti templi rupestri ricavati dal fianco della montagna dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C., eretti per intimidire i vicini Nubiani e per commemorare la vittoria nella Battaglia di Qadesh. Il sito archeologico fu scoperto il 22 marzo 1813[1] dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt ma quasi completamente ricoperto di sabbia, fu violato per la prima volta il 1º agosto 1817 dall'archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni.  Nel 1979 è stato riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

IL GRANDE TEMPIO - la facciata

La costruzione del grande tempio iniziò nel 26º anno di regno di Ramesse II in occasione del secondo giubileo per divinizzare se stesso. Tra i molti monumenti eretti dal faraone Ramesse II il grande tempio di Abu Simbel è generalmente considerato il più imponente e il più bello. Sorgeva sulle antiche vestigia di un tempio dedicato al dio Horus che venne completamente distrutto per edificare il nuovo tempio dal nome egizio di Per-Ramesses-Miamon. Sulla facciata, alta 33 metri e larga 38, spiccano le quattro statue di Ramesse II, ognuna delle quali alta 20 metri, in ognuna il faraone indossa lo pschent ovvero le corone dell'Alto e del Basso Egitto, il copricapo chiamato "nemes" che gli scende sulle spalle e ha il cobra sulla fronte. Ai lati delle statue colossali ve ne sono altre più piccole, la madre Tuya e la moglie Nefertari mentre tra le gambe ci sono le statue di alcuni dei suoi figli,

riconoscibili dalla treccia infantile al lato del capo quali Amon-her-khepshef, Ramesse B, Bintanath e Nebettawy.

 

Sopra le statue, sul frontone del tempio ci sono 14 statue di babbuini che, guardando verso est, aspettano ogni giorno la nascita del sole per adorarlo, in origine c'erano 22 statue di babbuini, tante quante le province dell'Alto Egitto, anche se secondo un'altra ipotesi le statue erano 24, una per ogni ora del giorno.  Una delle statue di Ramesse è rimasta senza testa, infatti questa è crollata pochi anni dopo la costruzione del tempio a causa di un terremoto ed è rimasta ai piedi della statua. Nel crollo essa ha distrutto alcune delle statue più piccole che si trovavano nella terrazza del tempio, rappresentazioni dello stesso faraone e del dio Horus (falco).  

 

Sopra la porta di entrata del tempio in una nicchia scavata nella roccia, c'è la statua del dio Ra-Harakhti, è il dio falco unito al disco solare, la mano destra del dio poggia sullo scettro indicante trasformazione, detto user, mentre la sinistra poggia sull'immagine della dea Maat rappresentante la giustizia.  Questi due simboli uniti al disco solare Ra' si ritrovano nel cartiglio di incoronazione di Ramesse II, quindi il faraone vuole indicare che il tempio è dedicato sia al dio che a sé stesso. Ai lati della nicchia ci sono due altorilievi raffiguranti il faraone mentre fa offerta del simbolo della giustizia al dio.
 

NOTE INTERESSANTI:
Nella sala più interna del tempio, il Sancta Sanctorum, grazie all'orientamento del tempio calcolato dagli architetti, due volte all'anno, il 21 febbraio, il giorno della nascita di Ramses II, ed il 21 ottobre, giorno della sua incoronazione il primo raggio del sole si focalizza sul volto della statua del faraone. I raggi illuminano parzialmente anche Amon-Ra e Ra-Harakhti. Secondo gli antichi egizi i raggi del sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone. Il dio Ptah considerato dio delle tenebre non viene mai illuminato.
Dopo lo spostamento del tempio non si è riuscito a replicare questo fenomeno che cominciò a verificarsi il 22 febbraio e il 22 ottobre.

STORIA DEL SALVATAGGIO DEL TEMPIO DALLE ACQUE DEL LAGO NASSER

Nel 1960 il presidente egiziano Nasser decise l'inizio dei lavori per la costruzione della grande Diga di Assuan, opera che prevedeva la formazione di un enorme bacino artificiale.
 
Tale grande progetto rischiava di cancellare numerose opere costruite dagli antichi egizi tra cui gli stessi templi di Abu Simbel. Grazie all'intervento dell'Unesco, ben 113 paesi si attivarono inviando uomini, denaro e tecnologia, per salvare il monumento.

Vennero formulate numerose proposte a tale scopo e quella che, infine, ottenne maggiori consensi fu quella di tagliare, numerare e smontare blocco per blocco l'intera parte scolpita della collina sulla quale erano stati eretti i templi e successivamente ricostruire i monumenti in una nuova posizione 65 m più in alto e 300 m più indietro rispetto al bacino venutosi a creare.
 
I lavori durarono dal 1964 e il 1968 con l'impiego di oltre duemila uomini, guidati da un gruppo di esperti cavatori di marmo italiani provenienti da Carrara (MS) e Mazzano (BS), ed uno sforzo tecnologico senza precedenti nella storia dell'archeologia. L'impresa costò in totale circa 40 milioni di dollari.
 
La ricostruzione comprese anche l'erezione di una cupola in calcestruzzo armato posta appena sopra il monumento con la duplice funzione di preservare la struttura e di dare forma alla collina artificiale a cui vennero addossati i templi. L'intervento interessò sia il tempio principale dedicato a Ramesse II sia quello secondario dedicato alla regina Nefertari.
 
Nel ricostruire i templi fu mantenuto l'originale orientamento rispetto agli astri ed al sole, in modo da consentire (seppur con lo sfalsamento di un giorno) al sorgere del sole, due volte l'anno - il 22 febbraio e il 22 ottobre - di illuminare la camera centrale del tempio maggiore ove troneggiano le quattro divinità sedute: Ptah, Amon, Ramses II e Ra.